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Integratori alimentari: cosa dice la scienza

5 min Lesezeit

Prima le fondamenta

Gli integratori sono esattamente questo: supplementi. Nessuna pillola può sostituire un’alimentazione equilibrata, un sonno adeguato e un allenamento regolare.

Una revisione sistematica di Blumberg et al. (2017) sottolinea che gli integratori alimentari dovrebbero colmare lacune, non servire come fonte primaria di nutrienti.

Categoria A: ben studiati, basati sull’evidenza

Vitamina D

Evidenza: una meta-analisi di Autier et al. (2017) ha analizzato 290 studi. L’integrazione di vitamina D riduce il rischio di infezioni respiratorie e migliora la forza muscolare nelle persone con carenza.

Fabbisogno in Svizzera: l’UFSP stima che il 50-60% della popolazione abbia valori subottimali di vitamina D in inverno.

Dosaggio: 1000-2000 UI al giorno. In caso di carenza grave (consigliato un esame del sangue), dosi temporaneamente più elevate sotto controllo medico.

Creatina

Evidenza: la creatina è uno degli integratori più studiati in assoluto. Una meta-analisi di Rawson & Volek (2003) nel Journal of Strength and Conditioning Research ha rilevato:

  • Aumento della forza: +8% rispetto al placebo
  • Massa muscolare: +0,36 kg per settimana di allenamento

Il Position Stand dell’ISSN (Kreider et al., 2017) conferma la sicurezza anche nell’assunzione a lungo termine.

Dosaggio: 3-5 g di creatina monoidrato al giorno. La fase di carico non è necessaria.

Mito: la creatina non causa caduta dei capelli. L’unico studio che lo suggeriva (van der Merwe, 2009) presentava carenze metodologiche e non è stato replicato.

Acidi grassi Omega-3 (EPA/DHA)

Evidenza: una Cochrane Review di Abdelhamid et al. (2018) ha analizzato 79 studi. L’integrazione di Omega-3 riduce i trigliceridi e ha probabilmente effetti positivi sulla salute cardiovascolare.

Per chi: persone con basso consumo di pesce (<2 porzioni di pesce grasso a settimana).

Dosaggio: 1-2 g di EPA+DHA al giorno. Prestare attenzione alla qualità (evitare l’ossidazione).

Proteine in polvere

Evidenza: una meta-analisi di Morton et al. (2018) conferma che l’integrazione proteica in combinazione con l’allenamento della forza aumenta significativamente massa muscolare e forza.

Per chi: persone che faticano a coprire il proprio fabbisogno proteico (1,6-2,2 g/kg) attraverso i pasti normali.

Cosa considerare:

  • Pochi additivi
  • Nessun dolcificante artificiale
  • Per le proteine vegetali: combinazione di diverse fonti

Caffeina

Evidenza: una meta-analisi di Grgic et al. (2020) ha riscontrato miglioramenti significativi in forza, resistenza e prestazioni grazie alla caffeina.

Dosaggio: 3-6 mg/kg di peso corporeo, 30-60 minuti prima dell’allenamento.

Limitazione: sviluppo della tolleranza con il consumo quotidiano. Pause regolari possono mantenere l’efficacia.

Categoria B: dipende dalla situazione

Vitamina B12

Per chi: vegani (obbligatorio), vegetariani (consigliato), anziani (l’assorbimento diminuisce).

Evidenza: la carenza di B12 può portare a danni neurologici irreversibili. Con un’alimentazione vegetale, l’integrazione non è opzionale.

Ferro

Importante: integrare solo in caso di carenza accertata. L’eccesso di ferro può causare stress ossidativo (Galaris et al., 2019).

Per chi: donne con mestruazioni, atleti di resistenza, vegetariani/vegani – dopo esame del sangue.

Magnesio

Evidenza: una revisione sistematica di Boyle et al. (2017) ha riscontrato evidenze moderate per il magnesio nei problemi del sonno.

Per chi: persone sportivamente attive (fabbisogno aumentato), persone con stress o problemi di sonno.

Dosaggio: 200-400 mg al giorno, preferibilmente la sera. Citrato o glicinato vengono assorbiti meglio dell’ossido.

Categoria C: sopravvalutati o non basati sull’evidenza

BCAA

Realtà: se assumi abbastanza proteine, i BCAA isolati non offrono benefici aggiuntivi. Una meta-analisi di Wolfe (2017) conferma che le fonti proteiche complete sono superiori ai BCAA.

”Bruciagrassi”

Realtà: la maggior parte dei bruciagrassi contiene principalmente caffeina. Gli effetti “termogenici” pubblicizzati degli altri ingredienti sono, negli studi, minimi o inesistenti.

Booster di testosterone

Realtà: nessun integratore legale aumenta significativamente il testosterone nelle persone sane con valori normali. Gli studi su tribulus, acido D-aspartico e sostanze simili non mostrano effetti clinicamente rilevanti (Qureshi et al., 2014).

Peptidi di collagene

Realtà: l’evidenza è mista. Il collagene viene scomposto in aminoacidi nel tratto digestivo. Alcuni studi mostrano effetti positivi su pelle e articolazioni, ma la qualità degli studi è spesso limitata.

Multivitaminici

Realtà: un grande studio (Physicians’ Health Study II) non ha riscontrato benefici dei multivitaminici per la prevenzione di malattie cardiovascolari o tumori negli adulti con una buona alimentazione (Sesso et al., 2012).

L’integrazione mirata di singoli nutrienti in caso di carenza accertata è più efficace.

Caratteristiche di qualità

Fai attenzione a:

  • Indicazioni trasparenti sui dosaggi
  • Certificati di qualità indipendenti (es. Informed Sport, NSF)
  • Nessun “Proprietary Blend” (dosaggi nascosti)
  • Dichiarazioni realistiche e non esagerate

Conclusione

La lista di integratori basata sull’evidenza per la maggior parte delle persone è breve:

  • Vitamina D (da ottobre a marzo alle nostre latitudini)
  • Proteine in polvere (in caso di necessità per coprire il fabbisogno)
  • Creatina (per l’allenamento della forza)
  • Omega-3 (con basso consumo di pesce)

Tutto il resto è situazionale o marketing. Investi prima in alimenti di qualità, buon sonno e un allenamento ben strutturato.


Fonti:

  • Kreider RB et al. (2017). International Society of Sports Nutrition position stand: safety and efficacy of creatine supplementation. Journal of the International Society of Sports Nutrition.
  • Morton RW et al. (2018). A systematic review of protein supplementation on resistance training-induced gains. British Journal of Sports Medicine.
  • Grgic J et al. (2020). Wake up and smell the coffee: caffeine supplementation and exercise performance. British Journal of Sports Medicine.
  • Autier P et al. (2017). Vitamin D status and ill health: a systematic review. The Lancet Diabetes & Endocrinology.
  • Sesso HD et al. (2012). Multivitamins in the prevention of cardiovascular disease in men. JAMA.

Hinweis

Die Informationen auf dieser Seite dienen ausschliesslich zu Bildungszwecken und ersetzen keine medizinische Beratung. Bei gesundheitlichen Fragen konsultiere bitte eine Fachperson.